Il tempo profondo: valorizzazione delle discordanze angolari a fini divulgativi e geoturistici
Data:
15 Gennaio 2026
La geologia costituisce uno strumento interpretativo poco noto ma essenziale per leggere “fra le righe” l’anatomia, le tappe e i processi che hanno portato il territorio, nel corso del tempo profondo, ad assumere caratteristiche di paesaggio scalfite solo in tempi storici dall’impronta antropica. Il concetto di tempo profondo (deep time) rappresenta uno dei fondamenti della geologia moderna e segna un profondo cambiamento nel modo in cui l’uomo concepisce la storia della Terra: esso fa infatti riferimento a scale temporali estremamente estese, dell’ordine di milioni e miliardi di anni, che vanno ben oltre l’esperienza quotidiana e la percezione umana del tempo.
La difficoltà intrinseca nel percepire e comprendere tali scale temporali rende centrale il ruolo della comunicazione scientifica applicata al territorio. In questo quadro si inserisce il geoturismo, che utilizza il paesaggio come strumento narrativo e interpretativo, trasformando elementi geologici significativi in occasioni di conoscenza e consapevolezza. Attraverso la valorizzazione di geositi rappresentativi, il geoturismo deve permettere di tradurre concetti astratti, come il tempo profondo, in evidenze osservabili. Tra queste, le discordanze angolari assumono un valore emblematico, poiché registrano in modo chiaro e leggibile la successione di eventi di sedimentazione, deformazione ed erosione, offrendo una sintesi visiva di processi che si sono sviluppati nell’arco di tempi geologici estremamente lunghi.
Il sito della discordanza angolare di Siccar Point, sulla costa scozzese, riveste un ruolo storico centrale nello sviluppo della geologia moderna. Qui, nel 1788, James Hutton, considerato il padre della geologia, riconobbe per la prima volta il significato di una discordanza angolare come prova del concetto di tempo profondo. L’osservazione di strati verticalizzati sovrastati da sedimenti più giovani quasi orizzontali fornì una dimostrazione tangibile della ciclicità dei processi geologici e della durata immensamente lunga della storia della Terra.
Anche il territorio italiano ospita numerosi affioramenti riconducibili ai cosiddetti “Siccar Point italiani”, rinvenibili in numerosi contesti geologici del territorio nazionale. Proprio su questi aspetti si concentra l’attività di dottorato della dott.ssa A. Rosati (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), dedicata allo studio del geoturismo applicato alle discordanze angolari come strumento di lettura del paesaggio e di valorizzazione territoriale, con il coinvolgimento di ISPRA che ne supporta e coordina gli aspetti applicativi e metodologici a livello nazionale.


Nell’ambito delle attività della RISG – Rete Italiana dei Servizi Geologici, ISPRA ha promosso una collaborazione tra i servizi geologici regionali, invitandoli a condividere segnalazioni di discordanze angolari presenti nei rispettivi territori, con particolare attenzione a siti accessibili, ben conservati e potenzialmente valorizzabili. L’obiettivo è costruire una base conoscitiva comune che consenta di individuare geositi di elevato valore scientifico e didattico, integrabili in strategie di tutela e promozione.
In questo contesto, i percorsi geoturistici assumono un ruolo centrale. Essi non si limitano alla semplice visita di un affioramento, ma prevedono la progettazione di itinerari tematici che combinano geologia, geomorfologia, storia del paesaggio e aspetti culturali locali. Pannelli illustrativi, sentieri attrezzati, guide e attività di divulgazione permettono di tradurre contenuti scientifici complessi in esperienze di apprendimento strutturate, mantenendo al contempo un elevato rigore scientifico. Tali percorsi favoriscono una fruizione consapevole del territorio e contribuiscono allo sviluppo di economie locali basate su un turismo sostenibile e destagionalizzato.
La valorizzazione delle discordanze angolari rientra pienamente nei concetti di geodiversità e geoheritage, che riconoscono la conservazione del patrimonio geologico come una strategia innovativa a scala globale per lo sviluppo sostenibile. Investire nella conoscenza e nella tutela della geodiversità significa rafforzare il legame tra comunità e territorio, promuovendo un modello di attrattività turistica fondato sulla qualità scientifica, sulla sostenibilità ambientale e sulla consapevolezza del tempo profondo che ha costruito i paesaggi che oggi possiamo osservare.

Ultimo aggiornamento
15 Gennaio 2026, 13:48
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