Rilevanze degli studi ISPRA sul Santuario della SS Trinità di Vallepietra

Data:
13 Febbraio 2026

Rilevanze degli studi ISPRA sul Santuario  della SS Trinità di Vallepietra

Presso il Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA è stato costituito il Gruppo di Lavoro GEO- APP in cui sono confluite diverse professionalità del Servizio con competenze specifiche nel monitoraggio, classificazione e mitigazione dei dissesti franosi. Lo scopo era quello di misurare e interpretare efficacemente le tensioni in evoluzione come segnali scatenanti dell’evento di frana insieme al Dipartimento di fibre ottiche dell’ENEA. La scelta è ricaduta sulla parete rocciosa del Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. La situazione di dissesto che ha interessato e continua ad interessare la parete rocciosa del Santuario della SS Trinità nel Comune di Vallepietra (RM) e della relativa strada di accesso, ha destato particolare preoccupazione, poiché nel corso degli anni l’area in oggetto è stata interessata da ripetuti fenomeni di crollo con caduta di massi, anche di grandi dimensioni. L’area si trova a circa 12 km dal centro abitato di Vallepietra e ad una quota pari a 1373 m s.l.m sul Monte Autore. La zona analizzata è relativa alla carta IGM 151 Vallepietra in scala 1:25.000 che copre un’area specifica della regione Lazio di 16 km x 10 km (160 km²). Il lavoro ha generato informazioni sia di interesse scientifico, con il contributo di risultati, volti alla comprensione dei meccanismi di formazione e dei loro legami con il quadro geologico generale, sia di ordine tecnico ed operativo, con la definizione e la classificazione delle aree di rischio e delle condizioni locali, che sono le conclusioni indispensabili ed auspicabili per pervenire ad un corretto modello geotecnico al fine di individuare la progettazione ottimale e puntuale degli interventi di prevenzione, monitoraggio, messa in sicurezza, bonifica e conseguente mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico. L’approccio è stato multidisciplinare e sono stati censiti e georeferenziati  a livello cartografico, in un area di 160 kmq, 96 forme carsiche a cui sono seguite osservazioni dirette attraverso tre sopralluoghi sul Monte Autore (1669 mt slm, con i quali si è dato riscontro ai sinkhole individuati per la prima volta). L’ utilizzo dei dati evidenziati in precedenti lavori ISPRA (ottenuti attraverso l’utilizzo di laser scanner, drone, prove geomeccaniche in sito e prove di laboratorio su massi caduti) sulla falesia di trecento metri che sovrasta il Santuario ha permesso una caratterizzazione da un punto di vista geostrutturale. Le risultanze delle indagini effettuate sono state oggetto di una pubblicazione “Manual and semi-automatic approaches for rock mass discontinuities recognition and kinematic analyses: a case study on the rock wall of the Vallepietra Shrine (Central Italy)” O.Spiniello, V.Chiessi, D, Dangiò, A. Fraccica, G.M. Monti, S.Romeo. M.Maggi, F. De Santis Eurock 2024. La gestione successiva di tutti i dati in ambiente GIS con il programma MaxEnt (Maximum Entropy), per la modellazione predittiva  attraverso correlazioni con predittori morfologici, geologici e tettonici dei sinkhole, ha permesso la realizzazione di una mappa di suscettibilità ai sinkhole naturali ed antropogenici, in questa particolare area, con ottimi risultati ed il breve tempo a disposizione. La carta di suscettibilità ai sinkholes naturali ottenuta, in presenza di calcari fessurati, falde artesiane profonde, cavita ipogee, anche di origine antropica, ed  in combinazione con un fitto reticolo di faglie ha indicato un alta densità di collassi e fenomeni di crollo soprattutto in corrispondenza del santuario. La struttura religiosa si trova, in particolare, su un ripiano ubicato alle pendici di una imponente falesia rocciosa alta 300 metri circa denominata Colle della Tagliata del gruppo montuoso del Monte Autore, che rappresenta il versante sud-ovest della catena dei Monti Simbruini zona protetta dall’omonimo Parco Regionale (Fig.1). A valle il ripiano si affaccia sulla sottostante valle del Simbrivio ricca di sorgenti d’acqua caratterizzata, data la natura carsica del sottosuolo, solo da un fiume con modeste portate: il Torrente Simbrivio il quale, in località Comunacque, confluisce nel Fiume Aniene.

Fig. 1 Santuario della SS Trinità del Comune di Vallepietra (RM), luogo di culto dove arrivano circa 500 mila pellegrini l’anno.

Soffermando l’attenzione sul solo santuario, sulla falesia che lo sovrasta e sul Monte Autore, è stato possibile documentare ed analizzare, 5 depressioni carsiche naturali, tra cui 3 doline , presumibilmente di dissoluzione, e 2 sinkholes. Inoltre, nell’area al di sotto del santuario, 5 cavità ipogee (grotte) in parte di origine antropica ed in parte derivanti da processi carsici. In particolare 2 gallerie drenanti (Gronda A e pozzo Cornetto), proprio sottostante il santuario, destano particolare preoccupazione per la loro lunghezza circa 200 mt lineari in corrispondenza di due doline di dissoluzione (Dolina A e Dolina B) sopra il santuario, sul Monte Autore. Queste ultime due gallerie drenanti sono cavità ipogee, in parte artificiali, allargate dall’ACEA per uso acquedotto (Fig. 2). Le stesse rappresentano uno dei principali fattori predisponenti alla genesi di vuoti sotterranei, amplificati da infiltrazioni di acqua, con processi di dissoluzione del carbonato di calcio, che possono dare vita, in corrispondenza delle doline, a fenomeni di collasso improvvisi (sinkholes naturali ed antropogenici). L’esecuzione di lavori dell’acquedotto, l’esecuzione non monitorata dei lavori sulla falesia, rotture di condotte, eventi meteorici, terremoti possono fungere da innesco a questi fenomeni di sprofondamento. La genesi dell’area studiata scaturisce da processi carsici, amplificati e indotti da eventi sismici, ma anche da scavi ed infiltrazioni non controllate, essendo l’area fornita di copiose sorgenti ed acquedotti.

In sintesi nell’area del Santuario della Santissima Trinità del Comune di Vallepietra, vi sono una concomitanza di fattori predisponenti ed innescanti relativi alla potenzialità di rischio non solo di crollo, ribaltamento e scivolamento della parete, falesia rocciosa che sovrasta il santuario, ma anche di rischio sprofondamento, sufficiente caratterizzazione geotecnica finalizzata a classificare questo territorio come una area anche a rischio sinkhole.

Fig. 2 Modello concettuale del flusso idrico in un acquifero carsico. Sul modello sono state evidenziate le morfologie carsiche epigee (da Zupan Hajna N., 2021) 

Tale studio dovrà comunque essere successivamente sostenuto da prospezioni geofisiche dirette ed indirette per individuazione puntuale della genesi di tali formazioni ed individuare potenziali collassi per i futuri interventi di prevenzione, monitoraggio, messa in sicurezza, bonifica e conseguente mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico.

Il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra è un luogo di grande importanza spirituale e culturale, e vi pervengono ogni anno circa 500 mila pellegrini, per tale ragione la suscettibilità da sinkhole è fondamentale per garantire la sicurezza dei visitatori e preservare il patrimonio storico e artistico del santuario stesso (Fig 3).

Fig. 3 Vista del Santuario ai piedi della Falesia rocciosa del Monte Autore dal Comune di Vallepietra.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento

13 Febbraio 2026, 15:30