Le Collezioni Storiche ISPRA: plastici geologici, arredi d’epoca e strumenti scientifici dal XIX secolo a oggi

Data:
23 Luglio 2026

Le Collezioni Storiche ISPRA: plastici geologici, arredi d’epoca e strumenti scientifici dal XIX secolo a oggi

Avete mai immaginato di poter osservare l’Italia non come appare oggi, ma attraverso lo sguardo visionario dei geologi che, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, ne stavano tracciando il volto per la prima volta? Entrare nelle Collezioni Storiche dell’ISPRA non significa solo visitare un museo: è un vero viaggio nel tempo. Qui, il rigore scientifico del “Regio Ufficio Geologico” si fonde con l’arte artigiana, dando vita a un patrimonio unico che ha documentato, carta dopo carta e rilievo dopo rilievo, la nascita geologica e infrastrutturale della nostra nazione.

Il cuore di questo scrigno è rappresentato dai 17 plastici geologici storici, una delle collezioni più cospicue d’Italia. Non sono semplici modelli: sono il “3D dell’epoca”, realizzati tra il 1877 e il 1920 in gesso, legno e metalli pregiati come il bronzo.

Queste opere, nate per accompagnare la monumentale impresa della Carta Geologica d’Italia, venivano commissionate per rappresentare con estrema fedeltà aree cruciali: dalle zone a vocazione mineraria, come l’Isola d’Elba e le Alpi Apuane, a quelle segnate dai rischi naturali, come il Vesuvio, l’Etna e i Campi Flegrei. Spesso realizzati a mano da artisti che collaboravano fianco a fianco con geologi illustri come Bernardino Lotti o Luigi Baldacci, questi plastici erano strumenti vivi, utilizzati sia in contesti decisionali di alto livello che nelle grandi Esposizioni Internazionali, dove l’Italia mostrava al mondo il proprio ingegno scientifico.

Se i plastici raccontano il territorio, la strumentazione tecnico-scientifica (circa 250 pezzi) racconta lo sforzo quotidiano di chi ha studiato la Terra. Questa raccolta copre oltre un secolo di storia, dalle prime indagini ottocentesche fino agli strumenti del secondo dopoguerra.

Un capitolo di particolare valore storico è legato agli strumenti giunti in Italia nel quadro del Piano Marshall. Questi microscopi e apparati di precisione non rappresentano solo un’eccellenza tecnologica dell’epoca, ma sono il simbolo tangibile della ricostruzione scientifica del Paese. Accanto a loro, l’intera strumentazione – raggruppata in 12 macroaree che spaziano dalla geofisica alla mareografia – è oggi oggetto di un ambizioso progetto di inventariazione per non perdere traccia di ogni vite, ogni lente e ogni misurazione effettuata.

A custodire tutto ciò troviamo gli arredi storici: mobili in legno e vetro, realizzati a fine ‘800 dalla falegnameria interna del Regio Ufficio presso la storica sede di Largo di S. Susanna. Questi espositori non sono semplici complementi d’arredo, ma testimoni di un’epoca in cui la museografia era essa stessa un’arte, pensata per valorizzare la bellezza e la precisione dei reperti custoditi.

Dai busti di padri fondatori come Quintino Sella e Felice Giordano, fino alle pietre litografiche e ai plastici che hanno celebrato i 150 anni dell’Unità d’Italia, le Collezioni Storiche ISPRA sono la memoria vivente del nostro Paese. Proteggere questi oggetti significa preservare le radici della nostra cultura scientifica.

Ci auguriamo che, visitando il Museo delle Civiltà, possiate percepire la dedizione di quegli uomini che, con gesso, bronzo e lenti di precisione, hanno dato forma alla comprensione moderna del suolo italiano.

Informazioni utili per la visita

Le Collezioni Geologiche e Storiche di ISPRA sono esposte in una mostra permanente presso il Museo delle Civiltà di Roma.

  • Dove: Primo piano del Museo delle Civiltà, Salone delle Scienze.
  • Accesso: La mostra è visitabile con regolare biglietto d’ingresso al Museo.
  • Agevolazioni: Per i dipendenti ISPRA, l’ingresso è gratuito previa esibizione del badge.
  • Maggiori informazioni: Per orari aggiornati e modalità di accesso, consultate il sito ufficiale: https://www.museodellecivilta.it.

Ultimo aggiornamento

23 Luglio 2026, 11:24