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BANCHE DATI

Da questa sezione è possibIle conoscere in maggior dettaglio le caratteristiche dei dati del Servizio Geologico d’Italia.

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Attraverso il catalogo dei metadati puoi ricercare i dati geologici disponibili presso il Servizio Geologico d’Italia. Per ciascuna banca dati è stato definito il metadato che ne fornisce le caratteristiche principali e le informazioni relative al contenuto.

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Attraverso il visualizzatore qui puoi visionare in un ambiente geografico tutti i dati relativi alle banche dati del Servizio Geologico d’Italia, insieme a numerosi altri strati informativi utili. Il visualizzatore è basato sugli standard web più avanzati.

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Da questa sezione è possibile aggiungere le banche dati del Servizio Geologico d’Italia come strato informativo aggiuntivo al proprio progetto GIS. Sono disponibili servizi di consultazione (WMS) e scaricamento (WFS, WCS) e KML (Google Earth) definiti secondo gli standard internazionali (OGC) al fine di garantire la massima interoperabilità.

VIDEO TUTORIAL

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CONTENUTI AUDIO-VISIVI

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URBES: dati, intelligenza artificiale e WebGIS per le materie prime critiche

Le materie prime critiche (Critical Raw Materials, CRM) sono diventate un elemento centrale della strategia industriale ed energetica europea per sostenere la transizione ecologica, la digitalizzazione e la decarbonizzazione, settori che richiedono quantità sempre crescenti di georisorse in un contesto caratterizzato da una forte dipendenza dalle importazioni. Per ridurre questa vulnerabilità, il Regolamento (UE) 2024/1252, approvato nel maggio 2024, noto come Critical Raw Materials Act (CRMA), stabilisce obiettivi vincolanti al 2030 per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. In particolare, entro tale data almeno il 10% del consumo europeo di materie prime strategiche dovrà provenire da attività estrattive interne, il 40% da capacità di trattamento situate nell'Unione europea e il 25% da processi di riciclo realizzati in Europa. Di conseguenza, gli Stati membri sono chiamati ad adottare misure concrete, tra cui l'elaborazione di un Piano nazionale di esplorazione mineraria e, aspetto particolarmente rilevante per il progetto URBES, la mappatura e la caratterizzazione dei depositi di rifiuti estrattivi chiusi e abbandonati, come previsto dall'articolo 29 del CRMA. A livello nazionale, il Decreto legislativo 84/2024 ha dato attuazione a questo quadro normativo, definendo, tra l'altro, le procedure per il recupero di materie prime dai rifiuti storici delle attività estrattive (in particolare da quelle chiuse e abbandonate). In base all'articolo 9 del decreto, chi intende ottenere una concessione per il recupero di materie prime critiche dai depositi di rifiuti estrattivi deve predisporre uno specifico Piano di recupero delle materie prime dai rifiuti storici di estrazione, dimostrando la sostenibilità economica e ambientale dell'intero ciclo di vita delle operazioni, compreso il riutilizzo degli sterili residui derivanti dal trattamento. L'obiettivo del progetto è quello di contribuire alla costruzione di un quadro conoscitivo integrato a supporto dell'individuazione e dello screening preliminare delle potenziali risorse secondarie di materie prime critiche presenti sul territorio nazionale. ISPRA sta sviluppando infatti il…

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Le Collezioni Storiche ISPRA: plastici geologici, arredi d’epoca e strumenti scientifici dal XIX secolo a oggi

Avete mai immaginato di poter osservare l'Italia non come appare oggi, ma attraverso lo sguardo visionario dei geologi che, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, ne stavano tracciando il volto per la prima volta? Entrare nelle Collezioni Storiche dell'ISPRA non significa solo visitare un museo: è un vero viaggio nel tempo. Qui, il rigore scientifico del "Regio Ufficio Geologico" si fonde con l'arte artigiana, dando vita a un patrimonio unico che ha documentato, carta dopo carta e rilievo dopo rilievo, la nascita geologica e infrastrutturale della nostra nazione. Il cuore di questo scrigno è rappresentato dai 17 plastici geologici storici, una delle collezioni più cospicue d'Italia. Non sono semplici modelli: sono il "3D dell'epoca", realizzati tra il 1877 e il 1920 in gesso, legno e metalli pregiati come il bronzo. Queste opere, nate per accompagnare la monumentale impresa della Carta Geologica d'Italia, venivano commissionate per rappresentare con estrema fedeltà aree cruciali: dalle zone a vocazione mineraria, come l'Isola d'Elba e le Alpi Apuane, a quelle segnate dai rischi naturali, come il Vesuvio, l'Etna e i Campi Flegrei. Spesso realizzati a mano da artisti che collaboravano fianco a fianco con geologi illustri come Bernardino Lotti o Luigi Baldacci, questi plastici erano strumenti vivi, utilizzati sia in contesti decisionali di alto livello che nelle grandi Esposizioni Internazionali, dove l'Italia mostrava al mondo il proprio ingegno scientifico. Se i plastici raccontano il territorio, la strumentazione tecnico-scientifica (circa 250 pezzi) racconta lo sforzo quotidiano di chi ha studiato la Terra. Questa raccolta copre oltre un secolo di storia, dalle prime indagini ottocentesche fino agli strumenti del secondo dopoguerra. Un capitolo di particolare valore storico è legato agli strumenti giunti in Italia nel quadro del Piano Marshall. Questi microscopi e apparati di precisione non rappresentano solo un'eccellenza tecnologica dell'epoca, ma sono…

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Progetto CARG: il nuovo foglio di Pericolosità Geologica n. 249 “Massa-Carrara”

  Nell’ambito del Progetto CARG, che prevede la realizzazione e informatizzazione della Nuova Carta Geologica e Geotematica d’Italia alla scala 1:50.000, si è conclusa la convenzione tra ISPRA, Regione Toscana e Università degli Studi di Siena - Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell’Ambiente, per l’elaborazione del Foglio geotematico di Pericolosità Geologica n. 249 “Massa-Carrara” (link) e delle relative note illustrative (link). L’area del Foglio è caratterizzata da elevata franosità, in particolare sono molto diffusi i fenomeni franosi superficiali pluvio-indotti, costituiti da movimenti di massa con profondità tipicamente entro 2 - 3m, da molto a estremamente veloci e senza evidenti segnali precursori. Le cause predisponenti di questi fenomeni sono rappresentate dall’elevata energia di rilievo dell’area delle Alpi Apuane associata a elevata piovosità annua (che arriva a superare i 2.500 mm/anno) e a frequenti eventi di precipitazione intensa (cumulate giornaliere > 200 mm/24 ore) che costituiscono le cause scatenanti. Negli ultimi decenni questi fenomeni hanno generato ingenti danni e, in alcuni casi, numerose vittime (Stazzema - LU, 19 giugno 1996; Massa - MS, 31 ottobre 2010). Tra i dati disponibili, hanno avuto un ruolo determinante nell’elaborazione del Foglio le immagini aeree e satellitari multitemporali, la geologia CARG scala 1:50.000, già disponibile, e le serie storiche di dati di precipitazione giornaliera ottenuti dalle reti di stazioni pluviometriche della Toscana e della Liguria. L’elaborazione di questi livelli informativi, congiuntamente a nuovi rilevamenti di campagna, ha consentito di costruire un nuovo inventario di frane superficiali pluvio-indotte e modelli di suscettibilità (previsione spaziale) e pericolosità (previsione spaziale e temporale) da frana (Fig. 1). Fig. 1 - Diagramma di flusso relativo a dati, metodi e prodotti del Foglio di Pericolosità Geologica n. 249 “Massa-Carrara”. Per la costruzione dell’inventario multitemporale delle frane superficiali pluvio-indotte sono stati interpretati 11 set di immagini che coprono l’intervallo 1954-2021 (quindi…

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