Collaborazione tra l’Università di Perugia e l’ISPRA per lo studio dell’impatto dei tagli forestali sui fenomeni franosi di Nottoria (Umbria)
Date:
18 May 2026
Si sono concluse le attività di ricerca preliminari per la valutazione dell’impatto dei tagli forestali sulla resistenza al taglio delle coltri detritiche e sull’innesco di fenomeni franosi registrati presso Nottoria, (Norcia, Umbria). Queste attività hanno visto una collaborazione tra l’Università di Perugia (nell’ambito del di Corso di Dottorato in Energia e Sviluppo – XXXIX Ciclo) e l’ISPRA tramite un Accordo per periodi di studio e ricerca finanziato da fondi PNRR tramite D.M. MUR 118 del 02/03/2023.
I tagli forestali sono stati individuati tramite ortofoto e sono avvenuti tra gli anni 1997 e 2011. I fenomeni franosi più recenti (“colamenti rapidi” secondo la classificazione Idrogeo – ISPRA o “debris flow” secondo la classificazione proposta da Hungr et al., 2013), sono stati osservati tra il 2012 ed il 2015 (Fonte: Regione Umbria). La Figura 1 illustra l’ubicazione delle aree soggette storicamente ai tagli ed il poligono che rappresenta l’areale interessato dai fenomeni franosi.

Figura 1 vista Google Earth 3D del sito di studio di Nottoria con aree dei tagli forestali (in verde) ed il poligono IFFI (Idrogeo, ISPRA, ID poligono: 0542325400) del debris flow avvenuto (in giallo)
L’area di studio ricade all’interno della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50.000, F. 337 Norcia. Le formazioni affioranti sono quelle della Corniola e del Calcare Massiccio (riferimento anche alle Note illustrative della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50000, Foglio 337 Norcia). Il foglio suddetto riporta, nell’areale di studio, la presenza di faglie dirette.
Le attività svolte hanno incluso l’inquadramento geologico, la caratterizzazione geotecnica di laboratorio delle coltri detritiche (proprietà fisiche, idrauliche e meccaniche), l’identificazione della vegetazione che costituisce il pendio e la quantificazione del contenuto radicale in-situ. Al fine di valutare l’impatto dei tagli alla vegetazione e della progressiva riduzione del rinforzo radicale, sono state scelte due aree di prova: una storicamente oggetto dei tagli e l’altra di controllo (storicamente non soggetta a tagli). Per valutare la resistenza attuale dei terreni è stato appositamente costruito per lo studio un apparecchio denominato in letteratura scientifica “corkscrew” (Figura 2). Questo apparecchio consiste di un’elica in acciaio, manualmente infissa nel terreno, in collegamento ad una cella di carico per la determinazione della forza che il terreno oppone all’estrazione (pull-out) della stessa elica operata tramite il braccio di leva. Tramite lo studio di Mejier et al. (2015) è possibile correlare la forza di estrazione alla resistenza al taglio dei detriti analizzati. Le analisi preliminari mostrano resistenze più basse, a parità di profondità e granulometria testate, nell’area soggetta a taglio, rispetto a quella di controllo. I suddetti studi proseguiranno con ulteriori prove in situ e con modellazioni numeriche di stabilità.

Figura 2 dettagli dell’apparecchio di corkscrew utilizzato per lo studio della resistenza al taglio in-situ (Fraccica et al., 2025)
Last update
18 May 2026, 09:51
PORTALE DEL SERVIZIO GEOLOGICO D'ITALIA