{"id":8443,"date":"2025-07-09T07:29:19","date_gmt":"2025-07-09T05:29:19","guid":{"rendered":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/?p=8443"},"modified":"2025-07-09T07:29:19","modified_gmt":"2025-07-09T05:29:19","slug":"sotto-la-torre-tra-i-calcari-e-il-mare-parla-ancora-luomo-che-fu-prima-delluomo-indagini-geologiche-e-geofisiche-sul-sito-neanderthaliano-della-grotta-di-torre-dellalto-d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/?p=8443","title":{"rendered":"Sotto la torre, tra i calcari e il mare, parla ancora l\u2019uomo che fu prima dell\u2019uomo: indagini geologiche e geofisiche sul sito neanderthaliano della Grotta di Torre dell\u2019Alto di Nard\u00f2 (Lecce)"},"content":{"rendered":"<p>Ad ascoltare la dottoressa Filomena Ranaldo, del Museo della Preistoria di Nard\u00f2, mentre osserva i sedimenti china sul terreno, si resta incantati dalla concreta possibilit\u00e0 che il sito della Grotta di Torre dell\u2019Alto (Figura 1) conservi ancora segreti di un\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 remota; forse la testimonianza pi\u00f9 antica della presenza del Neanderthal in questa zona del Mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8445\" src=\"http:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-18x10.jpg 18w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-600x338.jpg 600w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1200x675.jpg 1200w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1.jpg 1472w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/p>\n<p><em>Figura 1. Grotta Torre dell&#8217;Alto sulla costa ionica di Nard\u00f2 (Lecce). E\u2019 evidente in alto a destra la parete rocciosa dell\u2019antica grotta crollata. Il telo di plastica protegge dagli agenti atmosferici i sedimenti di grotta oggetto di scavi archeologici.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Grotta Torre dell\u2019Alto \u00e8 ubicata su una scogliera che si affaccia sul Mar Ionio, all\u2019interno del Parco Naturale di Porto Selvaggio, Parco che costituisce un\u2019area archeologica di importanza cruciale, poich\u00e9 \u00e8 proprio qui che la <em>cultura uluzziana<\/em> \u00e8 stata riconosciuta e studiata per la prima volta, fornendo elementi fondamentali per la conoscenza del passaggio dal Paleolitico medio al Paleolitico superiore. In quest\u2019area sono documentate anche occupazioni continue dei Neanderthaliani comprese tra lo Stadio Isotopico Marino (MIS) 5 e il MIS 3.<\/p>\n<p>La rilevanza della Grotta di Torre dell\u2019Alto, gi\u00e0 scavata in parte negli anni Settanta del Novecento dall\u2019archeologo Borzatti von L\u00f6wenstern, risiede nell\u2019ipotesi che potrebbe rappresentare tra i pi\u00f9 antichi rifugi per le popolazioni neandertaliane durante fasi climatiche sfavorevoli. Il sito offre pertanto l\u2019opportunit\u00e0 di comprendere le strategie insediative e dell\u2019uso del territorio da parte di queste popolazioni del Pleistocene medio.<\/p>\n<p>I litotipi nei quali si sviluppa la grotta appartengono alla formazione dei Calcari di Melissano (Cretacico) costituita da calcari compatti, a frattura irregolare, grigi e nocciola, talora chiari e porcellanacei, con intercalati calcari dolomitici e raramente dolomie vacuolari nocciola. L\u2019area risulta caratterizzata dalla presenza di lineamenti tettonici responsabili dell\u2019elevato grado di fratturazione. I depositi di grotta sono costituiti prevalentemente da sabbie siltose con presenza di ghiaia e massi calcarei.<\/p>\n<p>In previsione del nuovo progetto di scavo del sito, il suddetto Museo ha richiesto una collaborazione del Dipartimento per il Servizio Geologico d\u2019Italia dell\u2019ISPRA per studi geologici e geofisici per la caratterizzazione del sito.<\/p>\n<p>Il Dipartimento ha quindi condotto delle indagini geofisiche (Figura 2) con il metodo georadar (Ground Penetrating Radar, GPR) per identificare, all\u2019interno dei sedimenti di grotta, le aree di depositi di importanza archeologica, delimitarne la forma, la profondit\u00e0 e l\u2019estensione. Il GPR, metodo di indagine non-distruttivo che utilizza onde elettromagnetiche ad alta frequenza (da 10 MHz a 2 GHz e oltre) per ricerche di corpi sepolti o per definire la struttura interna di oggetti e materiali, si basa sull\u2019immissione di onde elettromagnetiche e sulla misura del tempo trascorso tra la trasmissione e la ricezione in superficie degli impulsi riflessi dalle discontinuit\u00e0 incontrate nel sottosuolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8444\" src=\"http:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2-300x283.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2-300x283.jpg 300w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2-768x725.jpg 768w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2-13x12.jpg 13w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2-600x566.jpg 600w, https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-2.jpg 869w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/p>\n<p><em>Figura 2. Visualizzazione 3D delle indagini GPR su GIS<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini hanno permesso caratterizzare stratigraficamente un\u2019area di ridotte dimensioni, in prossimit\u00e0 dell\u2019imbocco della grotta, occupata da sedimenti spessi intorno ai 4.5 m ma di estrema importanza archeologica che evidenziano, in parte, rimaneggiamenti causati dagli scavi parziali degli anni Settanta del Novecento. Tali risultati potranno guidare le prossime attivit\u00e0 archeologiche che saranno condotte dal Museo e che avranno lo scopo di reperire e analizzare i manufatti litici e l\u2019evoluzione dei comportamenti nel tempo dell\u2019uomo di Neanderthal in questa zona del Mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad ascoltare la dottoressa Filomena Ranaldo, del Museo della Preistoria di Nard\u00f2, mentre osserva i sedimenti china sul terreno, si resta incantati dalla concreta possibilit\u00e0 che il sito della Grotta di Torre dell\u2019Alto (Figura 1) conservi ancora segreti di un\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 remota; forse la testimonianza pi\u00f9 antica della presenza del Neanderthal in questa zona del Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8445,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wp_popup_display_lightbox":0,"wp_popup_suppress":"","wp_popup_trigger":"","wp_popup_trigger_amount":0,"wp_popup_disable_on_mobile":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-8443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"featured_media_urls":{"thumbnail":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-300x169.jpg",300,169,true],"medium_large":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-768x432.jpg",768,432,true],"large":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1024x576.jpg",1024,576,true],"1536x1536":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1.jpg",1472,828,false],"2048x2048":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1.jpg",1472,828,false],"trp-custom-language-flag":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-18x10.jpg",18,10,true],"gallery-preview":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-80x80.jpg",80,80,true],"post-thumbnails":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-512x512.jpg",512,512,true],"news-image":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-400x220.jpg",400,220,true],"portfolio_item-thumbnail":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-600x400.jpg",600,400,true],"portfolio_item-thumbnail@2x":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1200x800.jpg",1200,800,true],"portfolio_item-masonry":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-600x338.jpg",600,338,true],"portfolio_item-masonry@2x":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1200x675.jpg",1200,675,true],"portfolio_item-thumbnail_cinema":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-800x335.jpg",800,335,true],"portfolio_item-thumbnail_portrait":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-600x828.jpg",600,828,true],"portfolio_item-thumbnail_portrait@2x":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-1200x828.jpg",1200,828,true],"portfolio_item-thumbnail_square":["https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Figura-1-800x800.jpg",800,800,true]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8443"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8443\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8447,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8443\/revisions\/8447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/portalesgi.isprambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}